lunedì 22 giugno 2009

SCRITTURA, EMOZIONI E CONSAPEVOLEZZA



SCRITTURA, EMOZIONI E CONSAPEVOLEZZA
Le emozioni aiutano a crescere
Nel 1995 viene dato alle stampe un libro che ha
rivoluzionato il modo di pensare di molte persone in
tutto il mondo, poiché insegna a guardare
all’intelligenza umana non più in modo astratto, come
nei soliti tests psicologici, ma in maniera
assolutamente nuova. I quesiti dai quali parte lo
psicologo Daniel Goleman, scrivendo “Intelligenza
emotiva”, sono: perché le persone considerate
intelligenti in modo tradizionale sono spesso
insopportabili e poco cordiali? Perché persone
selezionate e assunte per un impiego sulla base di
classici tests d’intelligenza, possono diventare
profondamente inadeguate alle esigenze lavorative?
Perché i bambini hanno un crollo nel rendimento quando
si manifestano difficoltà familiari? Perché un’ unione
coniugale fallisce, anche se i due partners hanno
quozienti intellettivi altissimi? Così Goleman chiama
“virus del buon umore” l’atteggiamento di chi, vivendo
in maniera ottimistica ed usando l’intelligenza
emotiva, riesce a contagiare chi gli sta vicino,
trasmettendogli emozioni e sensazioni positive. Ma
cos’è l’intelligenza emotiva? E’ una miscela
complessa, in cui si ritrovano l’empatia o sintonia
emozionale, l’autocontrollo, la costanza, l’attenzione
verso gli altri; è lo strumento che ci permette di
gestire le nostre emozioni e di condurle nelle
direzioni più vantaggiose per noi e per chi ci vive
accanto. E’, inoltre, la capacità di comprendere i
sentimenti altrui, senza esprimerli a parole, è la
ricerca di benefici durevoli in ogni campo
dell’esistenza umana.
Questa particolare forma di intelligenza ha permesso
ai nostri antenati di sopravvivere in un ambiente
ostile ed avverso, elaborando le strategie che stanno
alla base dell’evoluzione, e oggi può aiutarci a
fronteggiare il mondo attuale, complicato, violento,
difficile da comprendere. L’intelligenza emotiva si
può imparare e perfezionare col riconoscere le
emozioni proprie ed altrui, insegnando già ai bambini
come evitare possibili squilibri dell’età evolutiva,
ed agli adulti come ottimizzare il loro impatto
negativo col mondo circostante. Per entrare in
contatto con le proprie emozioni, si può partire
dall’analisi grafologica della scrittura. La
grafologia - che deriva dall’unione di due parole
greche: grafé, scrittura, e lògos, studio -, è la
scienza che studia la scrittura ed ogni atto grafico
individuale, come scarabocchi, disegni, schizzi.
Scienza e non lettura immaginifica del futuro, in
quanto le diverse forme grafiche che vengono
realizzate scrivendo, emergono da un’attività
complessa originata dal cervello e coinvolgente il
braccio, la mano, le dita, l’intera persona, che
immette sul foglio le proprie energie consce ed
inconsce. Quindi, dietro la scrittura c’è il cervello,
che supervisiona e coordina ogni movimento, ogni
attività, ogni funzione. Attraverso il sistema
motorio, l’attività del sistema nervoso si manifesta
all’esterno; perciò, attività motoria e salute mentale
si trovano in relazione, strettamente legate l’una
all’altra. Neurofisiologicamente parlando, la
scrittura consiste in un grafico, può essere
paragonata ad un elettroencefalogramma, puntuale e
preciso, del momento in essere. Lo studio della
scrittura ha origini quasi contemporanee alla nascita
della scrittura stessa. Ancor prima di Aristotele e di
Svetonio, autori europei, cinesi, indiani fanno
osservazioni su varie particolarità di differenti
grafie. Comunque, per arrivare ad uno studio
sistematico ed approfondito della scrittura, si deve
attendere la fine del 1800, quando i primi grandi
grafologi danno alle stampe le loro opere specifiche.
In Italia, Girolamo Moretti (1879-1963) costituisce il
caposcuola, autodidatta e geniale, cogliendo
corrispondenze non solo fra scrittura e psiche, ma
anche fra scrittura e soma (corpo). Ogni segno grafico
riguarda la personalità complessiva dello scrivente, a
livello mentale, affettivo, operativo, volitivo. Con
Moretti, inoltre, appare la quantificazione dei segni,
a testimoniare l`esattezza e la sicurezza del suo
metodo, cioè i vari segni grafici vengono non solo
individuati nella singola scrittura, e coordinati fra
loro, ma vengono anche quantificati, misurati,
attribuendo loro un grado, espresso in decimi. I segni
grafici non dispongono di un valore assoluto di per
se` stessi: anzi, ogni segno viene influenzato dagli
altri, in maniera positiva o negativa o indifferente.
Di conseguenza, è il contesto dei segni, e non il
singolo segno, ad essere importante, così da affermare
che ogni individuo è unico e irripetibile, in quanto,
sebbene esprima un segno uguale al segno di un altro
individuo, comunque il proprio segno interagisce con
altri diversi segni … ed è in tal modo che si crea
l`irripetibilità dell`individuo e del suo contesto
grafico. Per analizzare la grafia, il grafologo,
formatosi in quattro anni di studi, richiede la
scrittura corrente e spontanea dell`individuo, vergata
in posizione comoda, con penna biro nera su foglio
bianco formato A4, ponendo uno spessore al di sotto
del foglio stesso sul quale si scrive. Meglio se le
grafie del soggetto sono numerose e diverse, stese in
vari momenti della giornata, e della vita: la
situazione ideale per il grafologo e` poter disporre
delle grafie a partire dall`infanzia fino all`età
presente!! La grafologia si dà un fine pedagogico, nel
senso che intende, attraverso una migliore e più
profonda conoscenza di sé stesso, “educare”
l’individuo all`arricchimento e al benessere generale,
nell`utilizzo e nell`espressione delle proprie
attitudini e potenzialità, che non sempre hanno già
trovato la loro chiara manifestazione. L`utilizzo
della grafologia si rivela importante a qualsiasi età
ed in ogni ambito; in campo scolastico per problemi di
inserimento, disgrafie, difficoltà legate
all`apprendimento, mancata lateralizzazione -l’uso
dominante e sicuro della mano, destra o sinistra,
scrivente-, scelta della scuola superiore o della
facoltà universitaria; in campo familiare per problemi
relativi alle dinamiche familiari: scelta del partner,
riavvicinamento tra i coniugi, conflitti coniugali,
separazione, nascita di un fratellino, cambiamento di
residenza; in campo professionale per la scelta della
professione, per il riordino aziendale; in campo
legale per verifiche riguardanti l`autenticità o la
falsità di assegni, cambiali, testamenti, e per
rintracciare gli autori di lettere anonime; in campo
medico, il grafologo non si sostituisce assolutamente
al medico, ma lo affianca per esaminare la grafia del
paziente prima e dopo la somministrazione di alcuni
farmaci, soprattutto per problematiche legate ad
anoressia, bulimia, depressione, e il vasto settore
delle malattie psicosomatiche. La rapidità e
l’efficacia dello strumento grafologico sono
ineguagliabili: pensiamo al bambino che vive un
periodo di disagio. I genitori lo vedono
insoddisfatto, le insegnanti notano l’insofferenza, ma
... recarsi dallo psicologo sembra eccessivo, e la
terapia potrebbe essere lunga e vissuta come invasiva
del suo piccolo essere in formazione. Se, invece, ci
si rivolge al grafologo, non si cadrà in tali
inconvenienti: infatti, il grafologo non domanderà
nulla e non necessiterà affatto di tempi lunghi
nell’analisi della personalità; egli studierà la
produzione grafica del bambino -disegni, grafia- e in
qualche giorno potrà suggerire ai genitori il
comportamento più corretto nei confronti del bambino.
Quale espressione della personalità dell`individuo
unico ed irripetibile -anche la grafia dei gemelli
monozigoti, nati dallo stesso ovulo e cresciuti nello
stesso nucleo familiare, è differente-, la grafologia
non è e non intende rappresentare un metodo di
divinazione del futuro, come, ad es., la chiromanzia o
l`astrologia, bensì uno studio scientifico, attento e
mirato al momento in essere. I grafologi europei
aderiscono ad un Codice Deontologico, in vigore dal
1992, che disciplina la loro attività e il loro
comportamento etico, in 14 articoli. Tra i vari doveri
del grafologo, c`è quello, fondamentale, di rispetto
nei confronti del segreto professionale; inoltre, il
grafologo è tenuto ad usare tatto, discrezione,
imparzialità,chiarezza. Egli non deve lasciarsi
fuorviare da eventuali pregiudizi riguardanti sesso,
religione, razza, classe sociale, credo politico. E’
basilare utilizzare la grafologia e l’intelligenza
emotiva nelle attività di formazione e coaching,
dirette agli adulti o ai bambini, in campo individuale
od aziendale. Con empatia, apertura e tolleranza, ci
si prefigge lo scopo di rendere le persone formate ed
allenate più consapevoli delle loro potenzialità, meno
cariche di aggressività negativa, più tolleranti verso
i propri limiti, e più aperte verso i contributi della
vita degli altri. Partendo dall’analisi grafologica
della personalità dello scrivente, si individuano i
punti di forza sui quali lavorare ed ai quali dare
maggior risalto e visibilità. Esistono vari passaggi
da seguire, durante il coaching (allenamento); il
primo passo da compiere è indicare la strada per
l’autoconsapevolezza emozionale. Che si ottiene,
riuscendo a distinguere e a dare un nome alle
emozioni, che spesso risultano confuse dentro di noi;
giungendo a capire le cause che si nascondono dietro
ai nostri sentimenti; infine, ottenendo di riconoscere
la fondamentale differenza fra azioni e sentimenti. Il
passo successivo consiste nel controllare le emozioni,
non negandole, che viene compiuto imparando a:
sopportare la frustrazione e controllare la collera;
diminuire le umiliazioni verbali, i disturbi e gli
scontri nel gruppo di riferimento (famiglia, scuola,
azienda); riuscire ad esprimere la collera, senza
arrecare danni né a sé né agli altri; ridurre
notevolmente i rimproveri e le osservazioni negative;
insegnare un comportamento meno aggressivo e/o meno
autodistruttivo; stimolare sentimenti positivi su se
stessi e sul gruppo (famiglia, scuola, azienda);
giungere ad affrontare lo stress in maniera più
adeguata; provare meno ansia e solitudine nei rapporti
sociali. Un ulteriore passo si realizza
nell’indirizzare le emozioni in modo produttivo:
ottenendo un maggior senso di responsabilità;
riuscendo a concentrarsi e ad appassionarsi al compito
assegnato e prestando vera attenzione; diminuendo
l’impulsività, aumentando l’autocontrollo; migliorando
i propri risultati nelle prove (sportive, scolastiche,
aziendali). Dopodichè ci si impegna a sviluppare
l’empatia per leggere le emozioni, e lo si ottiene:
riuscendo ad assumere il punto di vista altrui;
acquisendo maggiore empatia e sensibilità nei
confronti dei sentimenti altrui; giungendo ad
ascoltare gli altri. Saper gestire i rapporti è il
passo definitivo, che consiste nel: riuscire ad
analizzare e comprendere i rapporti e le relazioni;
ottenere di risolvere i conflitti e negoziare i
contrasti; giungere a risolvere i problemi nei
rapporti; migliorare la capacità di comunicare e la
sicurezza personale, evitando problemi di abuso
psicologico, fisico, sessuale (bullismo, violenze,
mobbing); conseguire una maggior simpatia,
socievolezza, legame reciproco, e un comportamento
amichevole con i propri pari (amici, colleghi,
compagni di scuola o di lavoro); procurarsi
l’interesse dei propri pari per la propria sincera
personalità; provare interesse, attenzione e cura
verso gli altri, anche verso i più piccoli, i meno
difesi, gli emarginati; ridurre l’individualismo ed
aumentare la disposizione alla collaborazione di
gruppo; accrescere lo spirito di collaborazione,
condivisione e disponibilità a rendersi utili agli
altri; aumentare la democrazia, a scapito del
despotismo, nel trattare con gli altri. La scrittura
esprime anche i sentimenti, sentimenti la cui
espressione può essere guidata e facilitata con
l’intelligenza emotiva. Per ottenere individui
maggiormente consapevoli, ed una società che abbatte i
costi sociali perchè risulta così formata da individui
e gruppi più sereni.
(Mio articolo apparso su "Salute e Beauty", Piscopo Editore, Roma)

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