mercoledì 30 settembre 2009

La meditazione



La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
(Nelson Mandela)

martedì 29 settembre 2009

E se non puoi la vita che desideri



E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.
(Constantinos Kavafis)

lunedì 28 settembre 2009

Istanti



Se potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere tanto perfetto,
mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto lo sono stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e proficuamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia.
Ma se potessi tornare indietro cercherei
di avere soltanto buoni momenti.
Che se non lo sapete, di quello è fatta la vita,
solo di momenti; non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che non
andava mai da nessuna parte senza un termometro,
una borsa d'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in calesse,
contemplerei più albe
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.
(Jorge Luis Borges)

domenica 27 settembre 2009

Seguo questo corso di sabbia



Seguo questo corso di sabbia che scorre
tra i ciottoli e la duna
la pioggia d'estate piove sulla mia vita
su me la mia vita che mi sfugge mi insegue
e finirà il giorno del suo inizio.
Caro istante ti vedo
in questa tenda di bruma che indietreggia
dove non dovrò più calpestare quelle lunghe soglie mobili
e vivrò il tempo di una porta
che si apre e si richiude.
(Samuel Beckett)

sabato 26 settembre 2009

I tragici omicidi di bambini



"I tragici omicidi dei tanti bambini caduti vittima dei genitori, che segnano in questi ultimi mesi una recrudescenza anche in Italia, devono interrogare la coscienza civile del nostro Paese e le istituzioni preposte alla tutela e alla salvaguardia dei bambini. Infatti, l’omicidio dei bambini rappresenta la forma più grave, ed irreversibile, di violenza, secondo l’OMS e la Convenzione dell’ONU. Essendo una forma di violenza, l’omicidio dei bambini non possiamo considerarlo fatalmente come un evento inevitabile, perché esso può essere prevenuto con sistemi di sorveglianza, di allerta e di previsione del rischio cui sono esposti i bambini che vivono in famiglie fragili o con genitori vulnerabili, già sperimentati in tanti Paesi e raccomandati dall’OMS. Il CISMAI, il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia, il principale coordinamento nazionale dei centri e dei professionisti per la prevenzione dell’abuso all’infanzia, che si batte da anni per chiedere alle istituzioni del nostro Paese un sistema di prevenzione adeguato ed efficace con risorse certe, di fronte alle morti di tanti bambini innocenti, intende ribadire con forza che la tutela preventiva di questi bambini è responsabilità dello Stato e delle Regioni. La morte dei bambini, vittime dei problemi mentali dei propri genitori, può essere evitata se vengono sviluppati e finanziati quei servizi di prevenzione e di allerta in grado di supportare la genitorialità vulnerabile e di porre in sicurezza la salute psicofisica e la stessa vita dei bambini. Il Cismai, con i suoi Stati generali sul Maltrattamento all’Infanzia in Italia, ha rinnovato con forza la necessità di dare al nostro Paese una nuova politica di prevenzione della violenza sui bambini, indicando strumenti e servizi. Purtroppo, in questi ultimi mesi, stiamo assistendo a tagli indiscriminati da parte dello Stato su servizi fondamentali per la rete di protezione dei bambini, che non solo impediscono l’attivazione di sistemi, servizi ed azioni di prevenzione sui casi a rischio, come nella depressione post-partum, ma che riducono anche gli interventi di cura ed indeboliscono la tenuta del sistema dei servizi sociali. Ci auguriamo che lo Stato e le Regioni possano finalmente investire risorse sui sistemi di prevenzione della violenza all’infanzia, assicurando la protezione e la messa in sicurezza di tutti i bambini".
(Comunicato stampa del CISMAI sui tragici omicidi di bambini, Firenze, 24.09.2009)

venerdì 25 settembre 2009

La dislessia e i dubbi di una madre



Al Ministero della Pubblica Istruzione
OGGETTO: diritto ad apprendere
Gentile Ministro,
chi Le scrive sono mamme, tecnici, maestre che si fanno portavoce delle esigenze di bambini e ragazzi con Disturbi Specifici di Apprendimento.
Le scriviamo per segnare la grave situazione che purtroppo si va verificando nel nostro sistema scolastico.
Il Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 recita “1. Le istituzioni scolastiche, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie e delle finalità generali del sistema, a norma dell'articolo 8 concretizzano gli obiettivi nazionali in percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo.”
Esistono poi le Circolari da Voi emanate che specificano gli strumenti compensativi e dispensativi che devono essere utilizzati per garantire agli alunni con DSA i mezzi idonei per affrontare il percorso di studi (per citarne alcune la Nota MIUR 4099/A4 del 5.10.04 - la Nota MIUR 26/A4 del 5.01.05 – la Nota MPI 4600 del 10 maggio 2007 Disturbi di apprendimento: indicazioni operative).
Bene. Nonostante queste buone premesse, questo è il mio caso personale:
“ Constatando le oggettive difficoltà e l'enorme disagio di mio figlio A., mi sono rivolta ad un centro diagnostico che, dopo aver effettuati tutti i test come da protocollo, ha diagnosticato Dislessia, Disortografia e Disgrafia.
Bene, applicando le misure compensative/dispensative e adeguando la didattica come suggerito dalle circolari, anche mio figlio sarebbe stato in grado di apprendere nel modo a lui più congeniale!
Mi sbagliavo.
Nonostante abbia regolarmente protocollato la diagnosi in segreteria, ogni minimo accorgimento per garantire a mio figlio un percorso scolastico fruttuoso e sereno, nel rispetto delle sue caratteristiche di apprendimento, è stato disatteso.
Ho constatato una disinformazione generale, a partire dalla segreteria fino ad arrivare al corpo docenti. Questa disinformazione ha portato ad atteggiamenti di ingiustificato scetticismo nei confronti della diagnosi, a disattendere a qualsivoglia indicazione delle circolari del Vostro ministero, a mortificare il bambino (già sufficientemente provato dalla sua disabilità) con compiti di castigo e appellativi offensivi che hanno definitivamente minato la sua autostima e smantellato passo a passo il suo normale desiderio di apprendere.
Ho concordato colloqui tra gli insegnanti e i tecnici (logopedista e neuropsicologa) che seguono mio figlio, ma non hanno avuti esiti. “
E dire che basterebbe un poco di informazione e alcune mirate modifiche al metodo didattico tradizionale, accorgimenti dei quali poi potrebbe godere tutta la classe, arricchendosi dalla valorizzazione delle diversità. Si andrebbe così incontro a bambini che realmente vivono anni così importanti come quelli della scuola con una grande sofferenza.
A questo punto il nostro impegno di mamme e tecnici del settore non basta più, serve, anzi è indispensabile, un Suo pronto intervento legislativo.
Serve, all'interno della scuola, almeno un'insegnante professionalmente preparata sui Disturbi di Apprendimento, cioè una Referente per la Dislessia, che possa essere di supporto alla famiglia e ai colleghi. Tale figura garantirebbe all'interno della scuola un punto di riferimento per i colleghi, potrebbe essere in contatto con le Associazioni che si occupano attivamente di DSA, sarebbe un aiuto fisso e competente. Ma purtroppo è ancora semi sconosciuta nel panorama scolastico italiano.
Sono indispensabili norme precise e una corretta e puntuale informazione, ad esempio pianificare corsi di aggiornamento per gli insegnant, di modo che siano sensibilizzati sull'argomento.
Si parla di bambini, Ministro, che piangono perchè vorrebbero imparare e non ci riescono. Si parla di adolescenti che abbandonano gli studi pur avendo un enorme potenziale.
Si parla del futuro di questo Paese.
Noi confidiamo nella Sua sensibilità e auspichiamo un Suo pronto intervento per velocizzare la promulgazione della Legge e un piano concreto di informazione sull'argomento.
Cordiali saluti.
(Lettera inviata al Ministro dell'Istruzione da una mamma del Forum Dislessia Online)

giovedì 24 settembre 2009

Due amanti felici



Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.
(Pablo Neruda)